Ci sono viaggi che non si misurano in chilometri, ma in intensità di emozioni e profondità di preghiera. Quello vissuto lo scorso fine settimana, tra il 28 febbraio e il 1° marzo, è stato per tutti noi uno di quei momenti destinati a restare impressi nel cuore.
Sotto la guida sapiente e la presenza molto gradita del nostro padre spirituale, Don Pietro Madeo, e la coordinazione del priore Alberto Vincenzo Garofalo, la nostra Confraternita si è messa in cammino verso il cuore pulsante della spiritualità umbra. Un viaggio arricchito dalla presenza di membri del direttivo, tra cui l’economo Giovanni Scigliano e il Maestro dei Novizi Salvatore Papparella, oltre ai componenti dei Revisori dei Conti, a testimonianza di una comunità unita in ogni sua espressione. Ad accompagnarci in questo pellegrinaggio c'erano anche alcuni membri del coro della cattedrale Maria Ss. Achiropita, della parrocchia di San Nilo e del gruppo della Divina Misericordia della parrocchia di San Giuseppe.
Il momento culminante è stato senza dubbio l'arrivo ad Assisi. Partecipare all’ostensione del corpo di San Francesco è stata un’esperienza che definire toccante sarebbe riduttivo. Trovarsi di fronte a quel "Poverello" che ha cambiato la storia della Chiesa insegna il valore dell’umiltà.
Personalmente, nel silenzio della Basilica, ho avvertito una pace rara. Vedere i volti dei nostri confratelli, dei membri del coro della Cattedrale, degli amici della parrocchia di San Nilo e del gruppo della Divina Misericordia di San Giuseppe riflettere la stessa commozione, mi ha fatto capire quanto sia potente la preghiera quando è condivisa. Non eravamo singoli pellegrini, ma un’unica anima in cerca di luce.
Il pellegrinaggio è poi proseguito verso Norcia, terra di San Benedetto, dove la forza della fede sfida anche le ferite del tempo e della terra. Infine, l'abbraccio di Cascia ci ha accolti per l'omaggio a Santa Rita, la santa del perdono.
In questi luoghi, la fatica del viaggio si è trasformata in energia pura. Tra partecipazione alla celebrazione Eucaristica e un momento di convivialità con i tanti amici che si sono aggregati alla nostra Confraternita, si è creato un legame che va oltre la semplice conoscenza. È nata quella fratellanza autentica che è il pilastro del nostro stare insieme.
Torniamo a casa con le valigie piene di ricordi e lo spirito rigenerato. La riuscita di questo evento la si deve all'armonia tra i diversi gruppi: dai canti del coro che hanno dato voce alla nostra lode, alla presenza costante e rassicurante del direttivo.
Questo pellegrinaggio non è stato solo una visita a luoghi sacri, ma una vera e propria trasfigurazione collettiva. Abbiamo riscoperto che, camminando insieme, la meta non è solo un santuario di pietra, ma la riscoperta di Dio in ognuno di noi.
"Non è un semplice viaggio, ma un ritorno all'essenziale. Grazie a chi ha reso questo cammino una testimonianza di amore e fede."
Salvatore Papparella
Maestro dei Novizi
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